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Aree

L’analisi socio-economica e produttiva delle aree coinvolte nel Progetto ha individuato le potenzialità ed i fabbisogni dei molteplici Comuni ricadenti nei territori di Airola, Acerra, Castellammare di Stabia, Avellino, Caserta, questi ultimi individuati come aree colpite da crisi industriale dalla Regione Campania con DGR n. 30 del 29/01/2013 (BURC n. 7 del 4/02/2013), nell'ambito della terza riprogrammazione del Piano di Azione per la Coesione (PAC) dell’11 dicembre 2012.

Successivamente, con DGR n. 604 del 31/10/2016 la Regione Campania ha provveduto all’individuazione delle aree di crisi industriale non complessa, ai sensi del Decreto Ministero per lo Sviluppo Economico 4 agosto 2016 (G.U. Serie Generale n.232 del 04/10/2016), intervenendo su detti territori attraverso agevolazioni - che ad oggi ammontano a 165 milioni di euro - finalizzate a generare un impatto sullo sviluppo produttivo e sull’occupazione dei Sistemi Locali del Lavoro (SLL) individuati (Caserta, Napoli, Avellino, Salerno, Nola, Nocera, Benevento, Montesarchio, Sant’Angelo dei Lombardi, Solofra Battipaglia, Ariano Irpino, Teano, Pagani, Castellammare di Stabia, S. Giuseppe Vesuviano, Torre del Greco, Buccino e Sarno), a valere sulla Legge n. 181/1989 relativa al “Rilancio delle aree di crisi industriale”.

Infine, il Ministro dello Sviluppo Economico, con decreto del 22 novembre 2017, ha riconosciuto come aree di crisi industriale complessa della Campania, con impatto sulla politica industriale nazionale, i Poli industriali Acerra-Marcianise-Airola, Battipaglia-Solofra, Castellammare-Torre Annunziata che comprendono 24 Comuni campani dei Sistemi Locali del Lavoro di Caserta, Napoli, Salerno, Nola, Montesarchio, Solofra, Battipaglia, Castellammare, Torre. In questo modo, è stato pienamente accolto il contenuto della delibera di Giunta n. 590 del 26/09/2017 della Regione che aveva avanzato la proposta, indicando le aree di crisi complessa in Campania.

La recente evoluzione della normativa regionale in materia di rilancio delle aree di crisi industriali s’inserisce in una cornice giuridica tracciata dalle istituzioni nazionali. Dette aree sono state già oggetto di attenzione da parte della Legge n. 181 del 15 maggio 1989, che prevedeva rilancio delle attività industriali, salvaguardia dei livelli occupazionali e sostegno ai programmi di investimento e allo sviluppo imprenditoriale, rinforzata poi dalla Riforma della disciplina degli interventi di reindustrializzazione delle aree di crisi, di cui all’art. 27 del Decreto legge n. 83 del 22 giugno 2012.

Proprio a seguito della suddetta riforma è stata prevista l’applicazione del regime di aiuto di cui alla Legge n. 181/1989 sia nelle aree di crisi complessa, sia nelle situazioni di crisi industriali diverse da quelle complesse (aree di crisi non complessa) che presentino, comunque, un impatto significativo sullo sviluppo dei territori interessati e sull'occupazione.

Le richieste di agevolazione così previste per le aree di crisi, nonché la concessione e la loro erogazione sono affidate a Invitalia-Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a., individuato quale Soggetto gestore.